E’ sempre così, come una storia della quale conosco già il finale: Volete sapere cosa succede quando parlando con qualcuno dico che sono stata 11 volte negli Stati Uniti e mai in Sicilia?. Come una storia dal finale noto a tutti , dall’altra parte mi sento sempre dire “Ma come? Sei stata di qua e di là nel mondo, e non sei mai stata Sicilia o in Calabria? ” o ancora :”Ma perché quest anno invece di andare in america non rimani in Italia?” Ed infine, “Io non capisco perchè devi spendere dei gran soldi per vedere il mare bello dall’altra parte del mondo quando il mare d’Italia ce lo invidiano!!”

Questa domande sono tanto frequenti quando giuste ( da un certo punto di vista) quanto ingiuste ( dall’altro punto di vista). Cioè io penso che ognuno sceglie la vacanza in base alle proprie necessità e bisogni.

La scelta di non trascorrere le mie vacanze “lunghe” estive in Italia ( eccezione fatta per la mia passione per la montagna per la quale ti consiglio di non perderti lo speciale Val Di Fassa, leggi qui https://www.portamiinviaggio.it/val-di-fassa-tn-amore-che-dura-da-30-anni/), o meglio nelle bellissime località di mare d’Italia, non deve essere vista come uno snobbo alla mia terra. Assolutamente. Sono salda alle mie motivazioni ma non voglio che siano rispettate da tutti anzi, mi piace il confronto e la discussione. Premessa importantissima: l’Italia è stupenda. Abbiamo città d’arte, abbiamo la storia, la natura il mare turchese e il cibo ottimo.

Ma io ho una passione enorme per il viaggiare, dove per me viaggiare è significa vivere e conoscere terre lontane, culture diverse e perdermi nei suoni di lingue che non capisco. Amo vivere l’esperienza del viaggio, non inteso tanto come “sveglia tardi, cappuccino al bar e dolce far niente” ma al contrario come occasione per muovermi il più possibile per sfruttare al meglio il mi tempo libero.

Pranzo con vista a Perugia

Avendo poi sempre le ferie estive in agosto coincidenti con la tipica chiusura aziendale “italiana” so bene che il rischio più grande di una vacanza “all’ Italiana” possa coincidere con il grande e meritato esodo di tutte quelle persone che sfruttano appunto quei fatidici 15 giorni di agosto per tornare a casa dai propri famigliari o per scappare in qualche località turistica : il rischio è che temo di imbattermi nel più grande caos e quindi di dover soffrire una delle cose con le quali combatto ogni giorno per andare in ufficio: il traffico, la frenesia, la fretta, In secondo luogo, la questione economica: non che andare a New York, in California, a Tokyo o alle Seyshelles sia economico, ma purtroppo , mi dispiace ammetterlo, ad agosto i prezzi degli alloggi e dei servizi in Italia subiscono un rincaro incredibile, e spesso mi sono trovata, a conti fatti, di aver speso per un viaggio oltre oceano , poco in più di una potenziale vacanza in una isola turistica d’Italia. Infine, e questa è una mia questione solamente personale, penso che ogni cosa abbia il suo tempo e ogni periodo che viviamo abbia le proprie priorità ed esigenze: convivendo con la sindrome di wonderlust l’adrenalina che mi suscita solo il pensiero di andare “lontano” , con un volo di oltre 10 ore per le prossime vacanze è una sensazione talmente bella che fino a che posso, non posso non soddisfarla.

Premesse a parte, consapevole di quello che mi sto perdendo, ho la consapevolezza che non appena sarà l’anno adatto per il viaggio itinerante alla scoperta delle regioni di Italia, sarò ben felice di organizzare e vivermi il mio viaggio italiano, con la stessa enfasi con la quale mi muovo quando sono in procinto di organizzare un viaggio nell’altro emisfero della terra.

Camogli