Ghili Meno – Indonesia

Conobbi per la prima volta l’Asia nel 2017, quando prenotai un po’ per caso un viaggio in Indonesia: non ti nego il mio iniziale scetticismo. Fino a quel momento avevo sempre scelto di fare viaggi o In Europa o in America anche perché fino a quel momento li mi sono sentita molto “filo anglo- sassone” e rincorrevo molto il mito o il sogno degli States: il mio sogno sin da adolescente era quello, se non potevo andarci ad abitare, almeno di visitare tutti gli stati Uniti d’America. E rincorrendo questo questo mia piccola grande impresa, ho ingenuamente ignorato per anni cosa potesse esserci di tanto emozionante anche dalla parte opposta del mondo. “Che errore che ho fatto, a pensarci adesso!!” Eppure quell’anno, qualcosa cambiò: le vacanze di agosto si avvicinavano, eravamo a maggio ma per vari motivi ancora non avevamo programmato nulla e i prezzi dei voli per gli Stati Uniti erano già altissimi.

Al contempo, avremmo voluto farci un viaggio un po lontano ( andando quindi oltre l’Europa) preferendo il mare piuttosto che il caos di una città. Ecco che , escludendo i Caraibi (dato che la nostra estate coincide con la loro stagione peggiore ovvero quella più umida e piovosa) ci venne fatta una proposta: “Ma in all’Oriente? Ci avete mai pensato?” No. PURTROPPO, non ci avevo mai pensato. Se lo avessi saputo prima quanto fascino ha questa parte di emisfero, non avrei esitato un attimo in quel momento , ma allora venni persuasa da mille “ridicoli” dubbi e pregiudizi: pulizia, cultura, cibo, sistemazioni, telefono, compagnie aeree, rischi, vaccinazioni, lingua..

Monkey Sanctuary a Ubus: Bali

E cosi è iniziata la pianificazione del mio primo viaggio in Asia, ovvero in Indonesia ( ti lascio qui il link del mio itinerario https://www.portamiinviaggio.it/indonesia-fra-cultura-e-natura/: ) e l’anno dopo pianificammo un piccolo Itinerario in Thailandia ( qui il mio itinerario https://www.portamiinviaggio.it/thailandia-di-oro-e-turchese/). Peccato che il Covid nel 2020 abbia portato all’annullamento del mio terzo viaggio in Asia, forse quello che da più anni avevo sognato, e con fiducia e desiderio avevo pianificato come se dovesse essere uno dei più bei viaggi della mia vita. E sono sicura lo sarebbe stato, ma sono sicura che prima o poi ritornerà l’occasione: la destinazione sarebbe stato il Borneo Malese e Isole Perethian. Ho comunque già il programma pronto perciò’ mi basterà solo sperare ed aspettare tempi migliori.

L’Asia è magica e ti rimane nel cuore, te lo dice una che per anni non l’ha mai considerata ma che ora non vede l’ora di tornarci. Sicuramente, almeno che non viaggi con tour operator occidentali o alloggi in villaggi ed in hotel appartenenti a catene internazionali di proprietà straniera, devi essere preparato a confrontarti con una una cultura diversa ed ad abitudini diverse. Non rimanerci male se non vedi degli accorgimenti che in Europa o il mondo occidentale è solito avere: un ‘altra cosa importantissima è che , anche se a noi fa strano, per loro la sola parola vale più di qualunque carta intestata scritta. Se ad esempio ti dicono che “alle 5 ti vengono a prendere con la barca” ma non ti lasciano nè un recapito nè una ricevuta, tu vai al punto di incontro stabilito e alle 5 ci sarà sicuramente qualcuno che saprà riconoscerti fra la folla e ti inviterà a salire a bordo. La gente ti sa sorridere ed è pronta sempre a tenderti una mano o ad aiutarti, si ritrova o si riscopre l’essenza della semplicità e della bellezza della sola natura e delle tradizioni più autentiche. Io ne sono rimasta innamorata e spero che i miei articoli possano affascinarti allo stesso modo.