“Ritorneremo alla normalità”: ma siamo sicuri che sarà cosi?

La filosofia giusta per vivere questo periodo di lock-down nel miglior modo possibile me l’ avevano già svelata agli inizi della scorsa primavera, marzo 2020, ma non ci avevo creduto. Mi dicevano ” Goditi le giornate ora che puoi, goditi il tempo ora che ce l’hai. Riposati tu che non hai mai tempo di farlo”. Sciocchezze. Non era quello che volevo e che mi avrebbe fatto stare meglio. Non era possibile e non avevo voglia neppure di provarci; pensavo di non esserne capace e non trovavo il coraggio di ammettere il mio bisogno di calma e pace nella mia vita . “Io sono iperattiva” protestavo ” non riesco a non fare niente e stare ferma, sono sempre stata abituata ad avere giornate piene di impegni, vivo come normale abitudine battere il tempo nel rispetto dei vari incastri difficili da mantener; mi piace non perdere occasione e provo soddisfazione nell’arrivare a casa alla sera stanca ma consapevole dell’essere riuscita a fare tutto quello che dovevo forse anche di più”. Peccato che pochi mi capiscono anzi sono spesso stata oggetto di critiche ma a mio volta non capivo chi oziava e perdeva le giornate senza un interesse e senza nessuna fretta. Io ero cosi ( sicuramente lo sono ancora in parte):era estate e pensavo a cosa avrei fatto a Natale e a Natale pensavo già cosa avrei fatto l’estate successiva. I miei weekend che non erano riposanti ma al contrario spesso erano un occasione per fare ancora più cose; ero stanca, lo sapevo bene che avrei desiderato fermarmi ma finché avevo tempo e modo non potevo ne dovevo rallentare. Sui perché dovremmo aprire un capitolo a parte, ma chi si ritrova in questa mia descrizione, già ha capito tutto.

I primi mesi dopo lo scoppio della diffusione del Covid 19 sono stati strani e forse emotivamente difficili, non meno tuttavia dei successivi e degli attuali: un marzo confuso, un aprile infinito, un maggio scoraggiato dalla presa di consapevolezza che tutti i programmi dell’estate che avevo fatto sarebbero andati in fumo. Viaggi e progetti estivi sognati da un anno annullati ( senza previsioni di quando li avrei potuti recuperare) e un corso di fotografia e uno in palestra entrambi sospesi. Non sarebbe mai passato tutto quel tempo a disposizione che mi ritrovavo e soprattutto non avrei mai accettato di non fare nulla nel frattempo , come se “buttassi” via del tempo che invece potevo o dovevo sfruttare in qualche modo. Di certo le alternative a disposizione erano ben poche ma continuavo a chiedermi cosa avrei potuto fare: il tempo è per me un bene troppo prezioso. Già Il Tempo. Il mio più grande enigma ed un concetto attorno al quale gira tutto il mio modo di vivere la vita. Tempo come migliore alleato perché permette di fare tante più cose tanto più ne abbiamo a disposizione (per un inspiegabile paura di ritrovarmi a discutere con la noia) , ma anche tempo come nemico, perché lo si teme o meglio dire, spaventa il suo esaurimento, la sua fine e per questa grande ed ultima paura , non ne perdiamo un attimo per paura di non sfruttarlo appieno, a costo di ritrovarci a lamentarci di non avere mai tempo. E’ un paradosso ma è così. Un grande dibattito il cui raggiungimento di un equilibrio sarebbe una grande conquista.

E ora , dopo qualche mese estivo dove ci siamo forse illusi, o ancora abbiamo voluto illuderci che tutto potesse tornare nella norma, ci ritroviamo ancora qui con un sacco di tempo a disposizione. Solo che questa volta , almeno per quanto mi riguarda, qualche cosa è cambiato. In queste ultime settimane con spirito di analisi, ho valutato i miei tempi ed i miei ritmi e mi sono più volte ritrovata ad apprezzare qualcosa che in tutti questi anni prima non avevo mai avuto modo di vivere ( forse o meglio sicuramente per mia volontà). Ho iniziato, con sorpresa, ad apprezzare una cena già conclusa alle 20.30 ( quando a volte questa non avveniva prima delle 22), a provare i benefici di un coricamento che avviene alle 23 ( mentre prima aveva luogo ben oltre la mezzanotte e il riposo non era più lungo di 5 ore talvolta) ed a trovare giovamento nel non avere mai fretta. Tempo. Tempo che ora fa meno paura anche se è vissuto al dispiacere di non potere essere ancora liberi.

Ricordo che all’inizio della pandemia, specialisti e sociologi preannunciavano già che “niente sarebbe stato più come prima”. Quelle parole suonavano all’epoca davvero strane un po’ come una premonizione dalla natura un po’ misteriosa: quando nessuno sapeva nulla di più su questa nuova pandemia sembrava che gli effetti sulla vita sociale fossero già messi nero su bianco. Eppure oggi, rileggendo gli stessi articoli, temo che il tutto sia davvero così era tutto vero.. E’ indiscusso a che noi tutti mancano le relazioni sociali, mancano gli amici e le occasioni per incontrarsi con persone, ma quanti dopo questo periodo di “rallentamento” dei ritmi , saprà ripartire come se nulla sia successo? Quanti, una volta comprovato che anche senza fare troppe corse ci si ritrova appagati ugualmente , riprenderanno a trovarsi soffocati per il poco tempo schiacciati dai vari incastri? Quanti dopo aver capito che le vere amicizie perdurano anche senza vedersi a tutti i costi sapranno rimandare anche a domani qualcosa che non si riesce fare oggi? Quante apprezzeranno anche un momento senza nulla da fare solo per il gusto di godere ” il dolce far niente” che non è più visto come una perdita di tempo ma come un modo alternativo per godersi un momento della propria vita, magari leggendo un buon libro? Quanti sapranno rivisitare il significato di tempo , quanti rivedere l’importanza della sua durata o della sua fuga, quanti sapranno apprezzarne più ogni suo aspetto? Temo molti dipiù di quelli che erano una volta. Alcune abitudini ed attitudini sono in noi cambiate per sempre e seppure tutti noi non vediamo l’ora in qualche modo di ritornare alla nostra normalità , ovvero nelle cose più frivole fare tavolate con amici e parenti, ritornare ad allenarci in gruppo nelle palestre, tornare a comprare in negozi senza aspettare il nostro turno fuori al freddo o vivere ogni atto della nostra vita senza restrizioni e senza timori di fare qualcosa che possa compromettere la nostra salute, sarà per certo una normalità diversa. Sapremo fare maggiori rinunce e scelte in base alla nostra comodità. Ad esempio continueremo ad utilizzare in modo maggiore lo strumento dell’on-line per effettuare parte dei nostri acquisti, prenotazioni e pagamenti, perché il tutto ci farà risparmiare tempo. Continueremo ad adottare la soluzione dell’ ” home workout” quando andare in palestra ci porterebbe via troppo tempo che preferiamo invece impiegare in altro; non smetteremo di farci le video chiamate in sostituzione ad una tazza di the al bar con la nostra amica del cuore se quel giorno proprio non riusciamo, ma allo stesso tempo non vogliamo rinunciare del tutto ad una sana risata. Ed anche sulla questione viaggi penso che ci saranno cambiamenti non appena il turismo ripartirà: verranno rivalutate tutte quelle mete caratterizzate da uno scorrere “lento” del tempo, ovvero località di campagna di montagne e di mare, come isole isolate, che per molti anni non sono state inserite negli itinerari di viaggio per la paura che l’avere troppo “tempo morto” a disposizione avrebbe vanificato l’interesse dei nostri viaggi ideali. I nostri tour saranno composti da meno tappe, forse anche da meno giorni per poter avere il tempo per preparare e disfare le valigie con calma.

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