Covid e viaggi: perchè “ho sempre voglia di partire”

Passione viaggi. Voglia irrefrenabile di partire e scoprire. Aerei e cartine come principale pensiero. Vi ci ritrovate? Beh se si, allora saprete bene che il vostro amore per la scoperta del mondo è un tema che fa sempre molto discutere, spesso fra amici e in famiglia, “parli solo di viaggi” vi sarete sentiti dire tante volte . La passione nei viaggi è difficile da capire, come poi ogni passione forte, soprattutto da chi non è altrettanto colpito; si compie infatti il generico errore di giudicare un appassionato cosi come appare l’hobby che insegue. Diventa così solo spericolato chi ama la natura in sella ad una mtb, è sicuramente una persona violenta colui che ha mira precisa nel tiro a segno per non parlare di quella ragazza cosi monotona che passa tutto il suo tempo libero a ricamare tovaglie da regalare alle amiche. Di cosa vi siete accorti? Facile è la critica ma più rara è comprendere le qualità. Così anche i “malati” di viaggi, devono scontare le proprie accuse in base a come molte persone vedono “le vacanze” ovvero un momento di privilegio, mera evasione e totale leggerezza rispetto alle responsabilità della vita ed automaticamente colui che pensa sempre a dove andrà in viaggio sarà accusato di essere poco serio, poco scrupoloso sulle vere problematiche della vita. Il suo continuo viaggiare (con la mente) sarà vista come una forma di eterno infantilismo e mancanza di sale nel volere mettere da parte soldi per il futuro. Tipica è la frase ” spendi tutti i soldi in quei viaggi che poi non ti rimane niente”, quando invece per gli appassionati di viaggio i ricordi e le emozioni vissute in giro per il mondo non potrebbero mai essere equiparate al valore di una borsa di pelle, per dirne una. E non si provi poi nel modo più assoluto in questo periodo di emergenza mondiale a dire ” non vedo l’ora di tornare a viaggiare” perché dall’altra parte riceverete in risposta un risolino ironico oppure un’occhiataccia buia ma che entrambe metaforicamente celano il medesimo messaggio: “Vedi questo cosa va a pensare con tutti i problemi che ci sono , con l’ emergenza sanitaria e tutti problemi economici che il mondo sta affrontando .. i viaggi! Che persona superficiale!” . Eppure, se aveste solo un senso critico maggiore in quelle parole pronunciate, capireste che era stato solo un messaggio di forte speranza dettato dal grande desiderio di ritornare alla vita, alla normalità, un po’ come chi ha appeso al balcone il lenzuolo bianco con disegnato sopra la scritta “andrà tutto bene“.

Se un viaggiatore compulsivo è allietato da letture di guide turistiche piuttosto che dai Vip-gossip questo non significa che non sia appesantito dai timori e dalla paura, che non viva nel rispetto delle norme anti Covid (anzi più di altri perché a lui basterà passare il tempo libero guardando un bel documentario sull’Africa!!) e che appunto non sia preoccupato dai problemi economici che quest ultimo sta forse lui stesso affrontando con le proprie tasche. Paure e la passioni possono convivere anzi devono assolutamente convivere e nessuna esclude l’altra, anzi la passione aiuta a superare a volte una paura mentre la paura può aiutare a far si che una passione non prenda il sopravvento di specifiche situazioni. Tuttavia farsi dubbi e domande è normale a maggior ragione quando si è spesso incompresi ed ecco che mentre state navigando in internet costruendo il vostro prossimo itinerario per un futuro che ancora non è permesso contestualizzare, mentre si inganna il tempo a fantasticare, indecisi, su quale meta visitare per prima non appena tutto ritornerà a normalità, si decide di trovare una risposta che possa risolvere il nostro grande dilemma. Pagina blank di Google si digita: ” perché ho sempre voglia di partire?” . “Sindrome di Wanderlust” risponde prontamente il gigante Californiano. Liberi di credere o meno che la passione per i viaggi sia tutta colpa di una particolare genetica (che vede sviluppato un particolare recettore denominato DRD4 7r che regola il livello di curiosità e rende sensibili agli stimoli esterni per approfondimenti https://www.psiconline.it/le-parole-della-psicologia/sindrome-di-wanderlust.html) , la cosa è ben difficile da far capire anche se la si butta sul piano della medicina e neppure sembra più facile percorrendo il fronte psicologico : si parla di mancanze o di insoddisfazione della propria realtà. Ma ne siamo convinti? Davvero chi ama viaggiare lo fa perché non appagato dalla propria quotidianità? Anche qui molti dubbi a proposito e comunque ogni caso va analizzato a se.

Ognuno di voi non sarà mai abbastanza capito . Goethe diceva “un uomo non impara a comprendere nessuna cosa a meno che non la ami” e perciò disilludetevi perché rimarrete sempre incompresi su questo aspetto. Tanto vale credere ancora di più in se stessi e sfruttare appieno le potenzialità di questa vostra personalità; infatti come dice un ricercatore della National Geographic , David Dobbs: “queste persone sono più inclini ad accettare meglio i cambiamenti e l’avventura; non temono il confronto con persone diverse e ne sono predisposti nell’instaurare rapporti. Oltre al costante bisogno di viaggiare, gli individui che non possono fare a meno di scoprire posti nuovi, sono determinati, creativi, desiderano conoscere nuove culture e altri stili di vita. In definitiva, qualsiasi cosa apporti loro una crescita personale.” . Una bellissima altra prospettiva che vi servirà a credere ancora di più nella cosa che vi rende vivi come nessun altra. E avete davvero ragione.

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