Viaggiare durante il Covid: Imparare ad annoiarsi

“Mi devo ricredere, non l’avrei mai detto eppure è stato proprio quello di cui avevo bisogno” . Sicuramente questa frase ve la sarete dette tante volte di ritorno da una vacanza, stupendovi soprattutto quando partivate invece scettici sulla destinazione. Di fatto, ultimamente le nostre scelte sono state influenzate dalle numerose limitazioni alla circolazione e così azzerata ogni possibilità di libertà di circolazione in ogni parte del mondo, abbiamo dovuto gestire quel panico inziale panico del non sapere cosa fare e dove andare. Ma non solo. Molti di noi erano abituati ad avere una visione del viaggio come ” un panino imbottito col maggior numero di cose possibile” che potesse in solo pochi ma appetitosissimi morsi toglierci quella fame di esplorazione e conoscenza che ci regala tanta gioia e soddisfazione. E così’, consapevoli dell’ importanza della buona riuscita di tutto ciò, eravamo abituati a trascorrere il nostro tempo libero a studiare itinerari affinché potessero rispettare “scheduling” preciso come fosse opera di uno svizzero.

Non so se vi siete mai ritrovati in questa situazione ma sembrava che la frenesia con la quale eravamo ( o siamo tuttora) abituati a convivere, quel terribile affanno nel trovare un po’ di tempo libero per le nostre passioni (in questo caso i viaggi e se la vogliamo vedere un po’ più profondamente non significa altro che ritrovare un po’ noi stessi) , ci costringesse a fare lo stesso anche nel momento in cui avremmo dovuto rallentare i ritmi. Era come se quel tanto prezioso tempo libero che avevamo non potevamo per nulla al mondo “perderlo”, oziarci dentro, “sprecarlo”. Non eravamo abituati a conoscere la noia e come un mostro dalle ignore sembianze lo, vedevamo come puro antagonista della cosa a noi più preziosa: il tempo. Il fenomeno deve essere comunque abbastanza comune tanto da interessare gli studi di uno psicologo spagnolo Rafael Santandreu che ha perfino definito questa “paura” con il termine “oziofobia”, ovvero ” paura del non aver nulla da fare” . Santandreu è abbastanza severo nei confronti di queste persone e le connota in modo molto negativo la cui manifestazione estrema arriva fino all’ansia e alla depressione (io me ne distacco però per la curiosità dei lettori ecco l’articolo intero https://lamenteemeravigliosa.it/oziofobia-malattia-giorni-nostri/) )

Ma ritorniamo al punto. Nel 2020 sono cambiate. Quando nessuno se lo aspettava e quando nessuno lo aveva previsto, quando nessuno era sostanzialmente pronto, la diffusione del Covid è piombata nelle nostre vite con il relativo stravolgimento delle nostre vite. Come potevamo stare chiusi nelle case senza fare nulla? Impossibilitati nella nostra vitale libertà di muoverci, bloccati ai confini internazionali se non anche oltre quelli regionali, non avevamo altra alternativa che affrontare il tempo che ora sembrava assumere dimensioni quasi più grandi degli spazi delle nostre case e mentre cercavamo di nascondere l’ombra della noia lasciavamo accesa la luce della speranza che tutto potesse finire il prima possibile. Difficile da spiegare, ma man mano che il tempo passava, abbiamo imparato a conoscere un nuovo lato di quest ultimo, quello che a noi sembrava quasi non esistere ma che una volta scoperto ci ha stupiti regalandoci emozioni mai provate prima. Ciò che per anni abbiamo rincorso con l’ansia che ci sfuggisse , era presente tutti i giorni seduto accanto a noi ogni giorno, senza abbandonarci pronto a farsi esplorare , scrutare in ogni suo attimo. Convinto che lo avremmo trovato bello seppure non scappava via ma era fin troppo invadente e statico.

Una cosa da questo Covid lo abbiamo imparato: Vivere l’attimo. Il tempo. La Vita . Anche senza fare le corse senza fare nulla.

Lazise (VR) – Lago di Garda

Ed è proprio partendo da questo insegnamento che oggi diventa interessante anche una “vacanza slow”, senza un preciso itinerario e senza troppi programmi, senza troppe tappe . Focalizziamo le nostre ricerche non solo sulle grande città che ci obbligano a camminare veloci per riuscirle a vedere nella loro interezza ma piuttosto cerchiamo una sistemazione in un piccolo borgo, fatto di pietre e case di pietra dove non c’è fretta perché il tempo scorre lento. Troviamo di valore il poter gustare con calma un tipico piatto e ascoltiamo con attenzione i dialetti locali. Boom di prenotazioni anche nelle località di lago e in quelle di montagna, dove la vera bellezza sta nel prendersi del tempo per fermarsi ed ammirare la natura . E se una volta pensavamo che tutto questo potesse essere noioso, ora è talmente bello che fa bene all’anima e forse sarà difficile tornare indietro. Abbiamo imparato ad annoiarci. Scoprendo che poi tanto male non è.

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